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 Da diversi anni il nostro Seminario Marchigiano, insieme ad altri Seminari di altre regioni, propone per i seminaristi del secondo biennio gli esercizi spirituali di Quaresima con lʼequipe del Centro Aletti.

Cosʼè il Centro Aletti?Nasce per volontà di San Giovanni Paolo II nel 1993 con lo scopo di studiare, nello stile di vita comunitario, lʼimpatto della fede cristiana nella cultura contemporanea, tenendo conto delle tradizioni orientali ed occidentali. Affidato inizialmente al Card. Tomas Spidlik, gli succede alla guida da qualche anno padre Marko Rupnik, gesuita, artista e teologo.

La sintesi che il Centro sa offrire a distanza di 20 e più anni è ammirevole. Dal nucleo della ricerca teologica sono nati frutti diversi: lʼatelier dʼarte che offre ormai al mondo intero mosaici di singolare bellezza, la casa editrice Lipa che si occupa di divulgare il "pensare" teologico del centro, lʼatelier di teologia con dei corsi di formazione e infine gli esercizi spirituali ignaziani alla cui esperienza attingiamo anche noi seminaristi.

Perché allora proprio il Centro Aletti come proposta del Seminario?Questa scelta nasce dalla volontà di offrire ai seminaristi un’esperienza di qualità, capace di consolidare la loro vita spirituale. Lʼitinerario degli esercizi è quello ignaziano, dunque una tradizione viva e affidabile. Nel caso del Centro Aletti la proposta si arricchisce della sintesi tra tradizione orientale e occidentale che offre una lettura dei Padri della Chiesa "fresca" e profonda, uno sguardo spirituale attento sulla realtà, l’apporto della bellezza di opere dʼarte che veicolano il messaggio elaborato dalla teologia.

 Come ricorda papa Francesco nel tempo attuale il discernimento è la categoria attorno alla quale si decide la qualità della nostra vita cristiana e del nostro futuro saper accompagnare le persone che ci verranno affidate. Gli esercizi ignaziani guidati dall’equipe del Centro Aletti ci aiutano proprio a crescere in questa sapienza spirituale necessaria ad ogni discernimento, sia personale sia comunitario.

Inoltre l’incontro con il Centro Aletti, che si caratterizza per i legami stretti tra credenti di confessioni cristiane cattoliche ed orientali, permette anche a noi di “respirare a due polmoni”, assimilando una mentalità ecumenica capace di cogliere la comunione nella differenza.

Infine, per dei futuri ministri di comunione, per i quali lʼannuncio del Vangelo passerà sempre più da una umanità capace di relazioni, sono fondamentali le categorie con le quali gli esercizi spirituali ci aiutano a leggere e a sintetizzare il Vangelo: la conversione dallʼindividuo alla persona capace di comunione, dalla religione alla fede, dallʼintimismo allʼesperienza ecclesiale, ecc …

Non è nemmeno da sottovalutare lʼaspetto per il quale gli amici del Centro Aletti sono più famosi, cioè per lʼarte liturgica. Diversi di noi, certo anche assecondando il proprio gusto personale, sperimentano come un’arte spirituale possa essere strumento di evangelizzazione, di apertura al mistero, di aiuto alla preghiera e alla contemplazione. Crediamo che non sia da sottovalutare lʼaffinamento di un palato liturgico e artistico quando la teologia va sempre più parlando della via pulchritudiniscome via per lʼevangelizzazione.

Mirco Micci