Seminario Maggiore

Primo biennio

Definito opportunamente dai documenti ufficiali come “tappa discepolare”, il primo biennio è l’inizio del cammino di seminario e il tempo buono in cui maturare il desiderio di diventare come un discepolo in cammino con Gesù.

Una necessità esigente, che incontra da subito due evidenti difficoltà: la fatica di comprendere che per essere discepoli è necessario imparare a stare dietro al Maestro, lasciando che sia lui a tracciare il percorso, e la scoperta che non sempre l’idea che ci si è fatti di Dio corrisponde con quella dei compagni di cammino e, cosa ancora più sorprendente, spesso nemmeno con quel che la Chiesa insegna! Si scherza, ovviamente, ma non troppo.

Si delinea quindi in questo biennio la fatica feconda di rinunciare alla propria rete di certezze e sicurezze per imparare a fidarsi e ad affidarsi, sia ai formatori che ai compagni di cammino, per leggere tutto il bello e il buono ricevuto nella vita alla luce della missione che si delinea all’orizzonte, che, per il momento, è appena abbozzata.

È insomma la tappa in cui il desiderio, ancora acerbo e carico di incertezze, si concretizza, alla fine del biennio, nella scelta di dire il primo piccolo (ma grande) sì nell’Ammissione tra i candidati agli ordini sacri.

Seminaristi del primo biennio
In piedi da sinistra: Jacopo Maglioni (Ancona, II anno); Francesco Bollettini (San Benedetto, II anno); Francesco Taccaliti (Jesi, I anno); Matteo Alessandrini (Pesaro, I anno); Pierdomenico Brandi (Macerata, II anno).
In basso da sinistra: Zhang Giovanni (Macerata, I anno); Davide Pettinari (Senigallia, II anno); Fengxiong Paolo (Macerata, I anno); Giovanni Nicotra (Fano, II anno); Wang Tommaso (Macerata, I anno).

Secondo biennio

Al centro dell’esperienza del secondo biennio ci sono i ministeri del Lettorato e dell’Accolitato, espressione del servizio alla Parola e all’Eucarestia e segno dei due compiti essenziali della vita di ogni prete.

I seminaristi, in questa fase, iniziano la formazione vera e propria al ministero e anche l’esperienza del tirocinio, in cui vengono affidati ad un parroco della diocesi di provenienza per iniziare a misurarsi con le concrete esigenze della vita del prete.
La formazione al discepolato non termina di certo, e inizia piuttosto a delinearsi in una vocazione che si fa più chiara, e richiede di affinare sempre più la capacità di mettersi in ascolto dello Spirito per comprendere come declinare quella vocazione universale nella propria vita e a partire dalla propria storia. Ciò si manifesta nella capacità di decentramento (autentico mantra di questa tappa formativa), ovvero nella capacità di mettere al centro della propria vita non le esigenze personali, ma quelle che lo Spirito suggerisce.

Da un giovane che, come è naturale, mette al centro della vita i propri sogni e aspirazioni, si cerca quindi di formare un uomo che sappia mettere al centro il Signore Gesù, il quale richiama sempre alla grande gioia che c’è nel servire e nel rendere la propria vita un sacrificio gradito a Dio.

Tutto questo per scoprire, con sorpresa, che i sogni giovanili non sono infranti, ma elevati al loro massimo grado dall’incontro col grande sogno di Dio su ogni uomo.

Seminaristi del secondo biennio
In piedi da sinistra: Marco Rulli (Fano, IV anno); David Baiocchi (Ancona, III anno); Pietro Casi (Ancona, IV anno); Pietro Shi (Macerata, IV anno); Eduardo Caal (Fabriano, IV anno).
In basso da sinistra: Francesco Marcatili (Camerino, III anno); Luigi Burchiani (Ancona, IV anno); Fredy Lara Ramirez (Fabriano, IV anno).

Terzo biennio

Arrivati quasi alla conclusione del cammino, o forse al suo vero inizio, le cose iniziano a farsi serie. Se i seminaristi del quinto anno iniziano la sintesi in preparazione all’ordinazione diaconale, i loro compagni del sesto già la vivono e, in una vita che si divide equamente tra il seminario e la parrocchia, iniziano i primi timidi passi nel ministero al servizio della Chiesa.

La formazione del terzo biennio tocca tutte le dimensioni della pastorale, con cui i seminaristi e i diaconi imparano a confrontarsi in modo sistematico, in un delicato equilibrio tra riflessione, studio e ispirazione dello Spirito: tutti elementi che concorrono a formare un prete capace di essere propositivo e coinvolgente nel vivere il ministero.

È il tempo appunto della sintesi, in cui si raccoglie quanto seminato negli anni precedenti e si guarda al futuro, nella consapevolezza che per un percorso che finisce, se ne apre uno nuovo, e che la formazione ricevuta deve alimentare uno stato di formazione permanente.

Non si finisce mai di crescere e di imparare!

Seminaristi del terzo biennio
In piedi da sinistra: Luca Censori (Ascoli, V anno); Giulio Amici (Jesi, V anno); Giuseppe Luigi Rella (Ancona, V anno); Lorenzo Gentili (Jesi, V anno).
In basso da sinistra: Lorenzo Rossini (Ancona, VI anno); Paolo Tomassetti (Jesi, VI anno).